“…una monetina per capire che non ho sbagliato mondo”

11 Giugno 2008

Uno spicciolo di serenità arrivato proprio stamattina.
Meno male.

Uno spicciolo qui, uno spicciolo lì, arriverò pure a fare cifra tonda!!


Sei bravi ragazzi

18 Febbraio 2008

Ho rincontrato degli amici che non vedevo da un sacco di tempo.
Oddio, più che amici potremmo pensarli come dei cugini adottivi; sapete, quei parenti più grandi che intravedi ad un qualche matrimonio da piccola e ne resti folgorata. Non sempre, o non necessariamente, come prime prove di infatuazione adolescenziale primaticcia, ma più in generale come “i cuggini grandi”, quelli che bene o male sanno fare qualcosa che tu daresti un rene per saperla fare come loro, e con loro essere ammessa nella cerchia di chi sa fare questa cosa: potrebbe essere arrampicarsi sui muri, andare in moto o, perché no, cantare.
Quei cuggini - in questo caso una prima distorta applicazione degli ormoni c’è - che per quanto col senno di poi ti accorgerai essere modesti inquilini del condominio dei bellocci/passabili, dalla folgorazione in poi per la tua mente risiederanno stabilmente nell’empireo dei belli.

Questi “cuginoni” li avevo incontrati a 12 anni. Valgono tutte le considerazioni di cui sopra: vagamente passabili, con il loro hobby strafigo che avrei dato un rene per saperlo fare anche io, per poter esserci anche io con loro a divertirmi. Ne consegue un’abbondante fetta di pensiero quotidianamente dedicata a loro, un’improvvisa passione per quel che facevano, con tanto di studi, documentazione, ampia preparazione teorica coltivata rigorosamente in solitaria. Va da sé che questo metodo è il migliore per idealizzare delle persone, e di conseguenza rimanere delusa da un successivo incontro con loro: non hai fatto altro che pensare a loro, quando li rivedi non ti considerano minimamente - per loro sei una dei tanti, era per te che erano grandiosi - beh, ti rendi di conto colpo che sono persone, manco li conosci, e tanti saluti.

Ma gli anni del sogno non si dimenticano, l’ammirazione non era mai venuta meno, e in fondo non ci si era fatto nulla di male a vicenda, e quindi quando ho avuto l’occasione di rincontrarli di nuovo sono davvero corsa. E l’incontro è stato piacevolissimo.
Siamo cresciuti, tutti.
Io ho passato gli anni orrendi e meravigliosi del liceo, ho finito pure l’università. Ho trovato molti più amici di quanto mi sarei aspettata, ho gettato le basi per una mia vita, ho trovato un compagno di strada. Mi spiace che non lo sappiano - mi costa poco nutrire l’illusione che magari potrebbe pure interessargli.
So invece che loro hanno girato il mondo, senza mai smettere di essere bravissimi. Qualcuno è diventato padre, qualcuno che non se lo sarebbe mai aspettato ha trovato l’amore, qualcuno che non mi sarei mai aspettata cambiasse non è - coerentemente - cambiato, tutti stanno continuando a mettere a frutto con fantasia e passione le capacità per cui li ho sempre ammirati, coinvolgendo anche persone importanti nel loro modo di fare musica.

Bentornati ragazzi. Ho scoperto che in questi 10 anni mi siete mancati, spero di potervi vedere presto “dal vivo”.


Destionation: Sweden (#3)

10 Gennaio 2008

Errata corrige: Vicino a Vaxjo c’è un aeroporto. E ci atterrano (e ci partono pure) voli Ryanair.

E nel viaggio solitario di ritorno devo dormire a Duesseldorf (peraltro si accettano suggerimenti, se qualcuno conosce un percorso migliore).

Ora gradirei sapere una data, chè qui fioccano tutt’attorno come palle di cannone, e intanto l’agenda mi si satura.
E stavolta mi scoccerebbe davvero non mantenere.


23 - #2

8 Gennaio 2008
  • Lebron James
  • Dr.Pepper
  • Materazzi
  • il Buon Pastore
  • il protocollo di rete TelNet

       e (statisticamente)

  • Hobbit83.

Tutto chiaro, no? (No, niente link stavolta, già è facile così…)


Ho sentito una metafora bussare…

4 Gennaio 2008

…mentre pulivo l’insalata, mamma si è raccomandata:

Mi raccomando, controlla bene: è stata tanto in frigo, anche se fuori sembra a posto potrebbe essersi marcito il cuore.“ 


Destionation: Sweden (#1)

19 Dicembre 2007

Sarebbe la prima volta in cui riesco a fare qualcosa di buono per una persona a cui voglio bene rendendomene conto per tutta la durata della vicenda.
(così chiarisco che non è che non son mai riuscita a far niente di buono, eh - qui la differenza è che se va in porto ne sarò stata consapevole fin dall’inizio)

Seguire i propri sogni non sempre è facile.
A volte si ha paura, anche se chi ti vede da fuori pensa che tu sia più che in grado di farcela.
A volte di fronte a qualcosa di nuovo viene più facile tirarsi indietro.
A volte però basta una cazzata per superare l’impasse.

Se a febbraio non si è ancora divincolato dall’impegno preso e mettiamo tutti e due piede in Svezia giuro che faccio qualcosa di assurdo per festeggiare.


Un abbraccio…

17 Dicembre 2007

Sarà il freddo, più cattivo che mai nella nebbiosa Bologna.
Sarà il 2007 che finisce, più denso che mai (fin troppo, per una come me che nella vita respira a fatica).
Saranno tutti i cambiamenti degli ultimi mesi.
Sarà il fatto che negli ultimi mesi non è cambiato un bel niente, ha solo fatto la muffa.
Sarà che Laura Morante è così bella da togliermi il respiro.
Sarà che nel Primo Mondo nascere e crescere donna consapevole è faticoso, a volte frustrante, ma splendido.
Sarà che gli uomini sanno farti vedere come vivere con molti meno problemi così come fosse niente, da grandi artisti della vita.

Sarà per tutto questo, sarà perchè tante, troppe volte con persone a cui voglio bene vorrei dire o fare o scrivere, per far capire loro quanto sono importanti per me, quanto affetto provo per loro, e non faccio, non dico, non scrivo.
Paura di disturbare, vergogna, istinto di difesa, non voglio caricarli di sentimenti che forse non sanno, che forse è meglio che non sappiano, che forse non saprò mantenere.

Balle varie, si potrebbe dire.

Non sapendo fare di meglio, scrivo qui un abbraccio per tutti loro:

  • al Compagno, ormai tale per antonomasia a prescindere da tutto il futuro vero e presunto: con sgomento abbiamo realizzato qualche sera fa che condividiamo tutto il tempo della ragione su questa terra.
  • a Elisa-non-io: insieme abbiamo reso la camera 217 il posto migliore dell’intera Unibo (nonchè “la bella camera dove ‘l sì sona” - e il “sì” è in friulano - robis!)
  • ad Annika: io questa donna non ho ancora capito se è più straordinaria nello scrivere, nel capire i campi o nel modo che ha di prendere la vita
  • a Eh: c’è (per sua stessa ammissione) ed è quello che è. Forse potevo dirlo meglio, ma non so se me la sento.
  • al Ragazzo-troppo-bravo-per-avere-un-blog: lavora saltuariamente in Egitto, ed è a Piacenza a tempo indeterminato. Bastardo (causa invidia). E per i suoi loschi affari amorosi (doveva vedersi con una tipa con cui ha già avuto non dico sguardi languidi, non dico accenni di preliminari, ma dico addirittura delle incomprensioni! E’ già amoRe con la R maiuscola, il loro…) mi dà una sòla gigantesca a teatro. Per lui tutto il contrario di quanto si arguisce dal paragrafo (segno che so scrivere): non posso non volergli bene.

…ma che cosa ho detto??

4 Dicembre 2007

Mentre Barbalbero mi fa attendere in chat, ascolto i Marlene Kuntz. Trascinata dal lirismo, gli scrivo di getto (sotto dettatura di Cristiano G., ovvio) “e porgi in dono la tua essenza misteriosa che fu brillìo fugace qualche notte fa….“.
Sua reazione immediata: “Che vai delirando? ;) ” . Mmmmhhhh. Pazienza, ci vuole pazienza. In fondo sono solo due settimane che gli ho detto quanto sono belle per me due canzoni dei Metallica…prima o poi le ascolterà, ne sono sicura… D’altronde, anche io, mi accompagno con un Ent, non posso mica pretendere.

Comunque qualche frase dopo non demordo, e gli riscrivo:
Non c’è contatto di mucosa con mucosa
Eppur mi infetto di te
Che arrivi e porti desideri e capogiri
In versi appassionati e indirizzati a me

E porgi in dono la tua essenza misteriosa
Che fu un brillio fugace qualche notte fa
E fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
Che alle pareti vanno a dire: “Ti vorrei qua”

Lui: “Cos’è? Bellina. Sembra ritagliata adosso, tra l’altro…” ATTENTI TUTTI! Ha detto che è bellina (Hobbitese-Italiano: “mi piace un sacco”) e gli sembra ritagliata addosso a noi due!! Colta da improvviso brodo di giuggiole per questa esplicita sintonia poetica fra noi, gli chiedo il permesso di postare sul blog questo piccolo episodio.
Lui:”certo…. ma che cosa ho detto??” A voler dire il vero, per qualcuno estraneo al nostro rapporto, niente. Ma per me è stata una piccola, bella e fugace novità (”che al mio risveglio è arrivata da un altro pianeta“, perchè no…), mi ha scaldato il cuore, ne sono felice e per egocentrismo la posto al mondo (che poi sono sempre i 25 lettori…).


Diamonds are a girl’s best friends…

29 Novembre 2007

Un Sr-71 con i postbruciatori al massimo. Da un motore escono 9 shock diamonds. Dall’altro addirittura 10.
Una delle creazioni più incredibili, terribili e meravigliose dell’uomo moderno.

Δεινóτατον.

P.S.: A chi fosse in attesa della seconda puntata di Chemattack, beh, posso dire che abbiamo fatto notevoli passi avanti (buchi fresati, valvole montate, tubi vari collegati). Purtroppo il silicone con cui abbiamo cosparso il tutto ha bisogno di una notte per prendere, ma domani con ogni probabilità sarà il gran giorno! Peccato solo che per siliconare il sistema ho dovuto ri-smotare tutti i tubi e tutte le valvole da me amorevolmente montate in una mattinata (senza energia elettrica in dipartimento, per giunta!)

EDIT: se un Sr-71 è a mio parere un prodigio della umana tecnica, l’HTML e in particolare la sua gestione delle immagini lascia un cicinino a desiderare. Sono giorni che mi sbatto per vedere visualizzata correttamente l’immagine sopra, e ancora non ci sono riuscita. Ergo, visto che l’ingegneria che ho nel sangue non mi aiuta, lascio fare al pragmatismo chimico: l’immagine è la stessa che ho messo nell’header del blog, e lì, non so perchè, ma si vede sempre bene.

EDIT #2: L’ho fregato. Ovvero, non ho mica capito come si mettono su bene le immagini in linguaggio HTML, ma ho capito che un account Flickr tante (?) volte rende la vita più facile (ma con una risoluzione minore). 


Tirèmm’innànz…

4 Novembre 2007

…è la mia (quasi) unica risposta da qualche tempo a questa parte alla domanda “Come va?”

Tirèmm’innànz per tanti motivi, di cui avrei dovuto parlare sul blog ma che mi hanno ogni volta scheggiato i metaforici maroni a un livello tale che ho preferito soprassedere e stare un pò ad autocommiserarmi (che mi piace tanto, come mi rimprovera il Compagno; per la cronaca, “autocommiserarsi” suona moooolto meglio di “piangersi addosso”, e mi butti anche un pò meno merda addosso…con affetto, neh!).
Comunque, se i miei 25 lettori dovessero essere preoccupati per gli eventi al momento non narrati sul blog, niente paura! Appena mi salta il ticchio li pubblico, belli in ordine e retrodatati a quando sono successi nel mondo reale (l’ho già fatto, nel caso non ve ne foste accorti, e non ho paura a rifarlo, in barba a qualunque principio logico o morale sia sotteso all’ontologia dell’ente “blog”). Se invece i 25 lettori si sono offesi per gli eventi non narrati o per i post retrodatati, beh, seguano la naturale legge del Cavazza.

Tirèmm’innànz perchè, evitata (putroppo?) la residenza a Villa Arpies, ho trovato posto in uno PsychoAppartamento. Sarà destino, no? Destino come vox media, in questo caso reso meglio dal termine sfiga. Metà delle occupanti dell’appartamento sono psicotiche. La medesima metà è fornita di camere singole. Tre quarti sono lungoresidenti. Un quarto lavora, è sociopatica, persegue il rispetto e il “vivi e lascia vivere” (che tradotto sarebbe “se c’è da pagare per qualcosa di serio, pago; se c’è da pulire perchè è sporco pulisco; per il resto, ognuno i cazzi suoi, prego”). Ma la metà psicotica non solo appare come l’opposto di questo paradigma, no: ogni tanto dicono o fanno cose per cui resto a fissarle con gli occhi sbarrati qualche secondo di troppo, chiedendomi se per caso non sono su Scherzi a Parte o (peggio) quante ce ne sono così là fuori, con la patente, il diritto di voto e un utero idoneo alla riproduzione.

Tirèmm’innànz perchè non so se sto facendo bene a tentare un Ph.D. nella stessa università dove ho studiato. Conta quello che imparo, o quanto viene fuori bello il CV? No, perchè magari qui imparo tanto, ma non sempre suona bene restare sempre lì…anche perchè…

Tirèmm’innànz perchè dopo un anno di tesi in un ambiente socialmente ambiguo (dove siamo tutti amici, ma non hai ancora finito di voltarti e già altri ti dicono dietro; dove dici qualcosa, e viene piegato e frainteso a bella posta da altri fino a diventare il suo doppio immorale; dove non ci sono regole rigide, ci si accorda a voce, ma secondo un codice di leggine e codicilli non scritti che il diritto della Dinastia Tang lo padroneggi istintivamente meglio, etc etc etc), in un ambiente però meraviglioso per la ricerca, dove c’è qualche testa davvero “avanti”, dove ci sono tutti gli strumenti che uno può sperare, dove ci sono aziende che ogni tanto ti danno soldi per la ricerca e ti tengono coi “piedi per terra”, etc etc etc, ecco, ora sto facendo proprio lì una borsa di ricerca. Dovevo andarmene per l’aspetto sociale o restare per l’aspetto tecnico-formativo?

Tirèmm’innànz perchè sono in una città che non mi è mai piaciuta tanto. Forse non l’ho mai vissuta come dovevo, ma io Bologna e la sua alterigia, i Bolognesi D.O.C. col loro accento nasale e il loro senso di superiorità verso troppi, la zona universitaria sempre sporca, gli affitti troppo cari e le case troppo vecchie, io non li mando giù.

Tirèmm’innànz perchè lui sta finendo una tesi in Svezia, lei è in partenza per fare una tesi in Danimarca, e lui (mannaggia, è talmente un bravo ragazzo che non ha neanche un blog!) dopo un anno di fetido lavoro finalmente va in “missione” da un cliente in Egitto.
Io? No (al momento). Sono stata in Germania, sono stata in USA. Sono stata, prima di loro. Speriamo, dopo aver arrancato un po’ in salita, di recuperarli, tipo Don Camillo e Peppone in bici (soprattutto col sorrisone reciproco, eh, e magari con una birrettona-fatta-a-mano dal nonblogger a raccontarsi i viaggi e a fare la serata slideshow - che sarebbero le technodiapo borghesotte dei nostri genitori).

Tirèmm’innànz perchè la persona più importante della mia vita non è con me, dopo 5+5 anni che ci conosciamo+vogliamo vedere cosa riusciamo a fare insieme in ’sto mondo. Passi, per carità, non è mica questo il problema. Il problema è che, per tante ragioni inoppugnabili dal lato logico, si è chiuso in casa con i suoi per mettere una buona volta all’angolo l’Università. Auspicabile, peccato che così tutto quel che fa è studiare, correre e moddare - e dopo 30 secondi io ho finito gli argomenti di conversazione. Mi tira l’anima chiedergli ogni giorno “come va con lo studio?” perchè al telefono senti che gli crolla la faccia, sembra che gli metti fretta e gli rinfacci quel che è e non è, “come è andato l’allenamento” perchè al di là di termini tecnici imparati, gare seguite e tante partecipazione affettiva, tu che non corri non capisci cosa ci sia nell’andare in pista a sputare l’anima; vorresti capire anche tu, scendi anche in pista con tempi e tute improbabili per provarci, ma niente, quella magia non è tua, e al di là di qualche cifra non riesci ad andare; “come va coi tuoi?” mi ricorda che è esattamente nel posto in cui non avrei mai più voluto vederlo, e che tanto finchè non sarà arrivato allo scontro fisico o giù di lì per lui qualunque screzio sarà sempre un avvenimento di poco conto, che mi racconta giusto per non tenermi al’oscuro, ma che tanto… (sono i miei genitori, cosa ci posso fare, vabbè, etc etc etc). Gli chiedo poco, perchè io chiedo male, e se chiedo mi sento peggio a sentire le risposte. Ma se non chiedo mi sento tagliata fuori ogni giorno di un pezzo dalla sua vita.

Tirèmm’innànz, comunque.