♪♪ Pàapparàppàaa, pà-pparàaa, pàapparàppàaa, pàppa-pà-pà-pàaa… ♪♪
19 Giugno 2008Stasera il Compagno mi ha portato al cine (nel senso che ho anticipato tutto io, ma poi facciamo a metà
).
Bonari sfottò a parte, a lui tutto il merito di avermi trascinato fuori di casa una volta tanto e di avermi portato a vedere - finalmente! - “Indiana Jones e il teschio di cristallo”.
Pare che ad alcuni fan e critici non sia piaciuto. Nessun problema per me, se vanno a chiudersi in un cinema d’essai a rivedersi nostalgici i primi tre film e/o mi fanno ri-vedere in pace quest’ultimo capitolo della saga.
No, dico, è un grande Indy quello che è comparso per la quarta volta sul grande schermo. Autoironico su se stesso e sull’età (quando in una delle primissime scene, aggrappato alla frusta, ammette “oh no, ho sbagliato a prendere le misure”, o quando più avanti, da buon sessantenne, inciampa malamente in una bici ferma), chicche di “uomo comune” alle prese coi rapporti padre/figlio, l’eroe di sempre quando bisogna salvare il mondo all’insaputa di tutti, l’archeologo preparatissimo che, al di là delle esagerazioni richieste, ha capito che la scienza non si fa solo coi libri, ma che bisogna uscire dalla biblioteca. Il film gioca con grande serenità sul personaggio di Indy, stavolta più jamesbondizzato nelle imprese che mai (e mi riferisco in particolare al provvidenziale frigo piombato e alla insolita resistenza alle radiazioni).
Così come sono tantissime le citazioni sparse ovunque nel film per la gioia di chi può coglierle.
Così come i russi diventano naturalmente il nemico di elezione. D’altronde non li ha certo scelti Lucas come paranoia collettiva dell’America durante il Maccartismo: quella volta (come sempre?) hanno fatto tutto da soli!!
Non so poi se i Russi abbiano davvero avuto questa tendenza al paranormale (Rasputin dà da pensare, ma in fondo anche Churchill ricorreva ai sensitivi…); sicuramente noi in Occidente ne siamo fermamente convinti (la perfida Irina è un affascinante clone degli Yuri di Red Alert 2).
“Che cosa improponibile, gli alieni!!” Ceeerto, improponibile. Allora la tanto amata Arca dell’Alleanza che brucia i cattivi nella scena finale è come minimo blasfema, e l’invecchiamento “accelerato” di Donovan causa Graal è, diciamocelo, una “cagata pazeeesca”. Ma a parte che nel film stesso negano a più riprese che siano alieni, attribuendo il ben più intellettuale ruolo di viaggiatori dimensionali, a noi, che cce frega? “Esci la scimmia e facci fare quattro grasse risate!” (cit. dal coinquilino del Compagno), siamo al cine per divertirci, sennò ci guardavamo la Corazzata Potemkin coi sottotitoli in ceco!!
C’è chi sostiene che a breve seguiranno altri film di Indy…beh, visto che stavolta abbiamo evitato la catastrofe di Star Wars, mettiamoci comodi e aspettiamo fiduciosi.
E che John Williams mi perdoni per il titolo del post.
Pubblicato da Deinè










