Serenità o incoscienza?

In origine era un commento per questo post, ma vista la lunghezza ho optato per dargli ospitalità qui da me.

Sono rimasta turbata nel leggere vari commenti, e nel sentire queste (o frasi simili) frasi durante il giorno. Non perchè le giudichi male, anzi!, non perchè non siano naturali, anzi!, o perchè in fondo non mi aspetti di sentirle dopo ogni caso di cronaca, anzi!

Quello che mi turba è che ancora nessun caso “nero” ha fatto nascere in me un sospetto verso gli altri maggiore di quel margine di cautela che ho sempre avuto.
La battuta riportata da Hobbit, i timori istintivi di AnniKa o fuoripista ancora non dimorano nel mio sistema parasimpatico, forse perchè il mio istinto di sopravvivenza è convinto che nel primo mondo sia meglio prima di tutto rifiutare la paranoia imposta e nutrita dai media.

Non so se è un atteggiamento frutto di una felice ingenuità (finchè dura), o se deriva da decenni di sana, cortese e coerente “distanza” dal prossimo mio (come da me stessa), ma scoprirmi una cittadina priva di ogni sospetto (ulteriore) mi allontana sempre più dal Paese in cui sono e dal concetto di “sentimento comune e condiviso”.

Da un’isoletta di palme nere e solitari granelli di sabbia,

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