Sei bravi ragazzi

Ho rincontrato degli amici che non vedevo da un sacco di tempo.
Oddio, più che amici potremmo pensarli come dei cugini adottivi; sapete, quei parenti più grandi che intravedi ad un qualche matrimonio da piccola e ne resti folgorata. Non sempre, o non necessariamente, come prime prove di infatuazione adolescenziale primaticcia, ma più in generale come “i cuggini grandi”, quelli che bene o male sanno fare qualcosa che tu daresti un rene per saperla fare come loro, e con loro essere ammessa nella cerchia di chi sa fare questa cosa: potrebbe essere arrampicarsi sui muri, andare in moto o, perché no, cantare.
Quei cuggini - in questo caso una prima distorta applicazione degli ormoni c’è - che per quanto col senno di poi ti accorgerai essere modesti inquilini del condominio dei bellocci/passabili, dalla folgorazione in poi per la tua mente risiederanno stabilmente nell’empireo dei belli.

Questi “cuginoni” li avevo incontrati a 12 anni. Valgono tutte le considerazioni di cui sopra: vagamente passabili, con il loro hobby strafigo che avrei dato un rene per saperlo fare anche io, per poter esserci anche io con loro a divertirmi. Ne consegue un’abbondante fetta di pensiero quotidianamente dedicata a loro, un’improvvisa passione per quel che facevano, con tanto di studi, documentazione, ampia preparazione teorica coltivata rigorosamente in solitaria. Va da sé che questo metodo è il migliore per idealizzare delle persone, e di conseguenza rimanere delusa da un successivo incontro con loro: non hai fatto altro che pensare a loro, quando li rivedi non ti considerano minimamente - per loro sei una dei tanti, era per te che erano grandiosi - beh, ti rendi di conto colpo che sono persone, manco li conosci, e tanti saluti.

Ma gli anni del sogno non si dimenticano, l’ammirazione non era mai venuta meno, e in fondo non ci si era fatto nulla di male a vicenda, e quindi quando ho avuto l’occasione di rincontrarli di nuovo sono davvero corsa. E l’incontro è stato piacevolissimo.
Siamo cresciuti, tutti.
Io ho passato gli anni orrendi e meravigliosi del liceo, ho finito pure l’università. Ho trovato molti più amici di quanto mi sarei aspettata, ho gettato le basi per una mia vita, ho trovato un compagno di strada. Mi spiace che non lo sappiano - mi costa poco nutrire l’illusione che magari potrebbe pure interessargli.
So invece che loro hanno girato il mondo, senza mai smettere di essere bravissimi. Qualcuno è diventato padre, qualcuno che non se lo sarebbe mai aspettato ha trovato l’amore, qualcuno che non mi sarei mai aspettata cambiasse non è - coerentemente - cambiato, tutti stanno continuando a mettere a frutto con fantasia e passione le capacità per cui li ho sempre ammirati, coinvolgendo anche persone importanti nel loro modo di fare musica.

Bentornati ragazzi. Ho scoperto che in questi 10 anni mi siete mancati, spero di potervi vedere presto “dal vivo”.

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