Buono come un pezzo di pane

Ieri sera ha fatto il pane in casa.
Perché ha i piedi per terra e la testa in troppi futuri possibili contemporaneamente, e in mezzo ci sono due mani che non sa lasciare lì, una nell’altra.

E oggi mi ha portato un panino di quelli che ha fatto. Avvolto quasi con cura in un tovagliolo di cartaplastica.

E io mi sono quasi commossa. Spero, oltre all’espressione ebete, di averci messo anche il meno peggio dei miei sorrisi.

P.S. Il panino era davvero buono, per la cronaca. Bello a vedersi, e percepibilmente nutriente.
Adoro questa generazione di “uomini di casa”.

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